Manutenzione e Libretto d'impianto

Manutenzioni:

Gli impianti rinnovabili basano il loro corretto funzionamento grazie all’efficienza degli impianti stessi, questo li rende qualitativi e validi. Un sistema per dare benefici e risparmi deve avere sempre un alto grado di efficienza energetica. Lo studio e la progettazione di un impianto, si basa su i valori di massimo rendimento, quando questi valori variano ne soffre l’impianto ma anche l’utilizzatore finale. I costi di gestione aumentano e i risparmi economici mutano. Le manutenzioni, per gli impianti rinnovabili, non sono mai un costo ma sempre un beneficio, in primo luogo perché un impianto che utilizza al massimo la sua potenzialità è un impianto performante, secondo ha un vita propria più lunga nel tempo, terzo e non per ultimo, serve a ripagare l’investimento fatto.

I fattori che incidono sulle rese di impianto sono molteplici ma i fondamentali sono: le formazioni di calcare all’interno dei circuiti che fanno diminuire lo scambio termico e le rese; i fanghi creati dai componenti metallici all’interno dei circuiti chiusi; le batterie di scambio termico sporche dagli agenti atmosferici; la corretta carica di gas refrigerante nelle pompe di calore e l’eventuale eliminazione di fuoriuscite del circuito frigorifero; il cambio programmato di glicole all’interno dei circuiti solari; i lavaggi chimici periodici e di mantenimento dei circuiti idraulici.

Una buona manutenzione serve quindi ad un impianto ad assicurare, un buon funzionamento, la massima resa e una più lunga durata nel tempo.

Libretto d’impianto: Gli impianti rinnovabili sono formati da più elementi che sono soggetti a controlli e visite vincolate dalle normative, che devo essere programmate e obbligatorie nel tempo. Quando in un impianto sono presenti generatori termici di calore, come le caldaie, le pompe di calore, il solare termico, il nuovo libretto d’impianto, obbliga a controlli periodici del sistema nel suo complesso. Per le caldaie vi è già l’obbligo che ogni due anni si faccia una manutenzione approfondita con l’analisi di combustione e la prova di tiraggio fumi e si debba rilasciare il bollino blu. Questi interventi periodici valgono anche per tutte le altre parti facenti parte dell’impianto: pompe di calore, pannello solare, fotovoltaico, serbatoi accumulo, gruppi idronici etc etc. tutte le parti controllate e verificate devono essere registrate nel libretto d’impianto. Ogni quattro anni invece, si deve fare, non una manutenzione ma una revisione dell’impianto. Questo comporta non soltanto la manutenzione ma anche una analisi molto più approfondita che comprende la verifica delle rese di funzionamento e potenzialità dell’impianto complessivo stesso, nel senso, che si deve rilevare e riportare le vere potenzialità di esercizio dell’impianto. Fare una buona manutenzione non sempre vuol dire ottima resa e buon funzionamento. Portiamo un esempio: una caldaia ben mantenuta e controllata, non sempre vuol dire che abbia lo stesso ottimo rendimento energetico come quello di targa iniziale; un secondo esempio: un pannello solare potrebbe avere un minore capacità captante, questo colpa del venire meno delle caratteristiche meccaniche del pannello stesso, per motivi di usura ed uso dei materiali di cui è composto. Facendo una revisione si devono indicare i valori di riferimento riscontrati durante l’analisi generale d’impianto e se necessario dove i componenti non presentano più le caratteristiche di minima richieste, consigliare all’utente l’eventuale loro sostituzione. Il responsabile dell’impianto e del libretto rimane sempre e soltanto l’utente stesso, ed è lui sempre che deve rispondere in prima persona agli organi istituiti di controllo.

In conclusione possiamo dire che un impianto che è soggetto a corretta manutenzione è più efficiente e dura più nel tempo, le revisioni quadriennali invece sono il termometro dello stato di fatto.